In quest'ottima recensione alla mostra "Continuum", Maurizio Giufrè chiarisce, una volta per tutte, che i soggetti delle fotografie di Pino Musi - edifici, città, paesaggi - sono il luogo in cui si manifesta un’esperienza percettiva. La lettura di "Continuum" che svolge Giufrè è più profonda e fedele all'essenza della ricerca di Musi. Forse è proprio questo il vantaggio di uno sguardo critico trasversale: chi non è confinato in una disciplina tende a cogliere meglio ciò che attraversa le discipline. Il lavoro che, negli anni, ha sviluppato il fotografo dialoga continuamente con il teatro, l’architettura, il suono, la filosofia, la fenomenologia della percezione. Un critico abituato a muoversi in questi territori ha probabilmente più strumenti per riconoscerne la coerenza rispetto a un critico che guardi solo alla storia della fotografia o alle dinamiche interne a quello spazio espressivo.
Articolo di Maurizio Giufrè su "Alias - Il Manifesto"