Limes · 2008

ita · eng
Architetture che, partendo dalla dimensione di luoghi naturali e antropizzati, annullano ogni sedimentazione d’esperienza per dare avvio a una relazione tra gli elementi del confine, quel limite da cui ogni cosa comincia a “venire in presenza”, e lo spettatore, attore chiamato a risolvere e a completare la tensione superficiale. A emergere dal margine è uno squarcio di luce, un punctum violento che definisce il rapporto tra l’interno e l’esterno, e che collega il noto - il visibile - con l’ignoto - il non conosciuto, il dentro e il fuori.

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